Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto
| venerdì 08 maggio 2009 | |
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“In politica troppa confusione può portare al nichilismo”. Intervista a Paolo Ferrero di Frida Nacinovich – Liberazione, 8 maggio 2009
Dal congresso di Chianciano è passato quasi un anno, nel mezzo c’è stata perfino una scissione. Può spiegarci?
Nell’intervista Bertinotti riconosce che era sbagliata la linea politica che ha portato Rifondazione comunista nel governo. E dentro questa linea la sua scelta di fare il presidente della Camera. Su quest’ultimo punto la frase testuale è: «Una scelta problematica…». Ci spieghi ancora meglio. Due partiti, entrambi con il problema capitale di raggiungere il 4% alle europee. Tanto peggio tanto meglio? Ma Bertinotti dice che senza una tabula rasa la sinistra italiana non può rinascere. La sinistra di cui parla lei è quella che è stata definita di volta in volta neoidentitaria, nostalgica della falce e martello, anche stalinista. Si parla sempre di due sinistra, quali sono? 4% alle europee è davvero questione di vita o di morte? Ferrero, non si sente “il vecchio”, rispetto a un Bertinotti che archivia “falce e martello” nel segno della “nuova nuova sinistra”? |
BERTINOTTI: PERCHE’ SOSTENGO MUSACCHIO E INCORAGGIO SL
In un’ intervista pubblicata integralmente sul sito di Roberto Musacchio , candidato di SL al Parlamento…
In un’ intervista pubblicata integralmente sul sito di Roberto Musacchio , candidato di SL al Parlamento Europeo nella circoscrizione Centro, Fausto Bertinotti spiega le ragioni del suo appello al voto per Roberto Musacchio e il suo incoraggiamento a quelle forze, come Sinistra e Libertà, che si pongono l’obbiettivo della costruzione di una grande sinistra europea.
Con Roberto Musacchio – sostiene Bertinotti – “c’è una lunga collaborazione, una lunga storia comune nel movimento operaio e in Rifondazione Comunista e poi una presenza insieme nel Parlamento europeo nella prima parte della legislatura dove abbiamo lavorato assieme nel Gue. Roberto ha svolto la funzione di capogruppo con passione politica e capacità di applicazione ai problemi della gente, ai conflitti. Ha svolto una funzione di ponte con i movimenti, si pensi, ad esempio, a come ha contribuito alla lotta contro la direttiva Bolkestein: un elemento tra i tanti che parlano di una modalità di presenza in Europa che mi auguro possa proseguire”.
Nella sua intervista Fausto Bertinotti affronta anche il tema della crisi della sinistra politica, ragionando su come e dove la sinistra possa ricominciare.
“Oggi non esistono punti di partenza che si propongano come esclusivi, o da qui o da nessun altra parte” afferma Bertinotti. Per ricominciare occorre “accettare che c’è stata una cesura con il ‘900. ”
Bertinotti è convinto che “se si vuole cominciare occorre partire da un big bang, cioè da una rimessa in discussione di tutto ciò che c’è. Deve nascere un nuovo movimento operaio perchè c’è bisogno di una nuova storia di liberazione da tutte le forme di sfruttamento, alienazione, oppressione che possono ritornare, persino la schiavitù. Mai come oggi le conquiste di mezzo secolo sono in discussione, compresa la democrazia”.
Per queste ragioni Fausto Bertinotti pensa di “ incoraggiare Roberto Musacchio e quelle forze, come Sinistra e Libertà, che si propongono di concorrere alla ricostruzione di una grande sinistra europea.

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