rassegna stampa per la sinistra

conoscere per trasformare

Studiare le date a scuola fa capire l’identità del Paese

tratto da corriere della sera
del 2/11/2009
di Francesco Alberoni
Pubblico& Privato

Negliultimi quarant’anni i pedagogi­sti hanno quasi distrutto le basi del pensiero razionale e i fondamenti del­la nostra civiltà. L’hanno fatto con una sola decisione: eliminando le date, to­gliendo dalle scuole l’obbligo di mettere i fatti in ordine cronologico. Ormai è nor­male sentirsi dire che Manzoni è vissuto nel 1500. Ma non c’e da meravigliarsi, perché nella scuola non si insegna più a porre gli accadimenti nel loro ordine tem­porale dicendo, per esempio, che Ales­sandro Magno è vissuto prima Cesare, questo prima di Carlo Magno e solo do­po viene Dante e, in seguito, Cristoforo Colombo.
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Perché il Pd non attacca Berlusconi?

di Alberto Burgio
tratto da il manifesto del 15 ottobre 2009

del

«Sarebbe sbagliato trarre conseguenze politiche dalla sentenza della Consulta». Tradotto: le vicende giudiziarie di Berlusconi non riguardano il governo, casualmente da lui presieduto. Quindi tutto deve filare liscio (si fa per dire) indipendentemente dalla bocciatura del lodo Alfano. Che questa sia la linea del governo e della Confindustria si capisce. Ma perché la sostiene anche il principale partito dell’opposizione (le parole tra virgolette sono state pronunciate da Massimo D’Alema e riflettono la posizione di tutto il gruppo dirigente democratico)?
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atti del convegno sesso e politica

http://www.ilmanifesto.it/archivi/donne-e-potere/#c364

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